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Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

  

Nel cane, la durata della gravidanza si attesta tra i 57 e i 63 giorni. In questo lasso di tempo, la "gestante" deve essere seguita con molta attenzione nelle sue attività quotidiane e sottoposta a regolari controlli medici. Anche per il cane, infatti, esiste un calendario di visite ed esami che, attraverso varie tappe, permette di monitorare lo sviluppo fetale e lo stato di salute della madre.

Il primo controllo va fatto tra i 20 e i 22 giorni sia mediante una visita clinica generale sia attraverso una ecografia addominale. La visita permette di valutare lo stato di salute della mamma e, spesso, ma non sempre, di emettere una diagnosi di gravidanza  mediante la palpazione dell’addome. Quello che si può percepire è la presenza di piccoli “bozzi” che corrispondono alle camere gestazionali presenti nell’utero. Si tratta di una metodica poco precisa soprattutto nelle cagnoline sovrappeso o se i cuccioli sono pochi può essere difficile sentire qualcosa.

Per una migliore  diagnosi  è necessario un esame ecografico che ci può confermare o escludere una gravidanza e ci permette di  fare una stima dell’età gestazionale e quindi della data del parto. Si tratta di una stima non banale in quanto non è facile stabilire la data del parto solo in base alla data dell’accoppiamento. Infatti per le caratteristiche tipiche del cane la fecondazione può avvenire anche a distanza di giorni dall’accoppiamento (fino a 6-7 giorni dopo).

Sapere quando ci possiamo aspettare il parto permette una migliore organizzazione logistica e, se necessario, la programmazione di un cesareo. Dopo la prima diagnosi l'ecografia verrà ripetuta più volte nel corso della gravidanza, in modo da osservare i ritmi di crescita del cuccioli e rilevare il loro battito cardiaco. Un limite dell’ecografia è la difficoltà di stimare con precisione il numero di cuccioli. Ci si può avvicinare, ma, soprattutto nelle cucciolate numerose, si tratterà pur sempre di una stima poco precisa.

Per sapere quanti cuccioli dobbiamo aspettarci la cosa migliore è eseguire una radiografia intorno al 45° giorno di gestazione. A questo punto le ossa del cucciolo si sono calcificate e nella radiografia possiamo contare il numero di teste o di colonne visibili.  Nello stesso periodo sarà necessario modificare l'alimentazione della cagna, che dovrà essere opportunamente integrata per supportare i bisogni nutrizionali legati al parto e all'allattamento.

Il monitoraggio periodico eseguito in ambulatorio permetterà anche, qualora fosse necessario, di programmare il parto cesareo; il veterinario, in ogni caso, resta il punto di riferimento fondamentale per ogni tipo di esigenza, dall'assistenza in caso di difficoltà durante il parto naturale (contrazioni insufficienti, cuccioli bloccati nel canale del parto, iperventilazione, perdite, febbre e altri malesseri della madre, ecc.) al cesareo d'urgenza. Anche quando la cagna non è in gravidanza, comunque, è sempre opportuno prevedere regolari controlli per favorire la funzionalità ottimale dell'apparato riproduttore: tra gli esami di questo tipo ci sono gli strisci vaginali, i dosaggi ormonali e le ecografie, oltre alle normali visite ostetriche.

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La medicina veterinaria si avvale ormai da tempo della tecnica radiologica: la radiografia digitale, infatti, permette di effettuare diagnosi ad alta precisione sia sui tessuti duri (come le ossa) che su quelli molli (addome, cavità toracica).

Negli ambulatori veterinari specializzati, gli esami radiografici trovano applicazione in vari settori della diagnostica: vengono infatti utilizzati per valutare le patologie dell'apparato muscolo-scheletrico, sia acquisite (artrosi, fratture, artriti) che congenite (displasie). Vengono inoltre eseguiti per accertare le condizioni degli organi addominali; in questo caso, si rivelano particolarmente utili quando si sospetta l' ingestione di corpi estranei o lo sviluppo di tumori. La tecnica del contrasto aiuta a stabilire la presenza di alterazioni nella funzionalità dell'intestino, dei reni e della vescica. Le radiografie al torace dirette servono a diagnosticare le patologie tracheo-bronchiali, polmonari e cardiovascolari; se effettuate con contrasto, sono preziose per rilevare eventuali disturbi esofagei.

Gli apporti delle nuove tecnologie consentono oggi di intervenire sulle immagini in modo da ricavare la più elevata quantità di informazioni da un solo scatto, con una notevole riduzione dei tempi di esposizione alle radiazioni e una maggiore sicurezza per la salute dell'animale. Tra gli strumenti radiografici più avanzati in tal senso c'è il sistema "Raffaello 30 HF". Si tratta di un apparecchio ad alta frequenza in grado di realizzare immagini ad altissima definizione in tempi di esposizione brevi e con un'elevata stabilità dei parametri esposimetrici.  E' munito di un display di facile lettura che racchiude in un’unica schermata tutte le informazioni necessarie per effettuare l’esame, offrendo allo stesso tempo la possibilità di controllare ogni funzione. La struttura è formata da una base con piano mobile, una colonna porta generatore, collimatore e colonnina comandi separata; il piano d’appoggio radiotrasparente consente il movimento sia in senso longitudinale che trasversale. Il cassetto portalastre è predisposto per tutti i formati di lastra ed è collocato sotto il piano in modo tale da offrire la maggiore vicinanza paziente-lastra. Il tubo radiogeno può essere ruotato per agevolare il miglior posizionamento dell'animale durante le esposizioni laterali.

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  Come viaggiare con il cane o con il gatto

La trasferta è uno degli aspetti più importanti da considerare quando si viaggia con il proprio animale domestico: organizzare nel modo giusto il tragitto in aereo, treno, auto o nave è quindi il primo passo per scongiurare possibili disagi.

Qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, è fondamentale recarsi dal veterinario qualche giorno prima della partenza. Una visita accurata servirà a verificare che il tuo amico stia bene e che sia nelle condizioni ideali per affrontare il viaggio. Oltre a ciò, il veterinario controllerà che il tuo peloso sia in regola con tutte le vaccinazioni obbligatorie, effettuando quelle eventualmente mancanti o procedendo ai relativi richiami. Tale operazione è importante per due motivi: prima di tutto, mette il tuo migliore amico al riparo da tutte le principali malattie infettive; in più, è indispensabile per poter aggiornare la necessaria documentazione, che consiste nell'apposito libretto delle vaccinazioni (se viaggiate entro i confini del territorio italiano) e nel Passaporto Europeo per gli animali da compagnia (se vi recate all'estero).

Se vi spostate in auto, prevedi soste regolari per idratarlo e per fargli fare i bisogni. Per proteggere la tua e la sua incolumità, quando il mezzo è in movimento non lasciare il tuo amico libero di vagare nell'abitacolo: secondo il Codice della Strada, il cane deve viaggiare nel vano posteriore con l'apposita rete divisoria o, in alternativa, dentro una gabbia; il gatto, invece, va chiuso in un trasportino omologato.

In tutti i casi, attenzione alle correnti d'aria e ai colpi di calore; per evitare l’insorgenza di malesseri intestinali, fai sempre viaggiare il tuo quattrozampe a stomaco vuoto.

Il gatto viaggia chiuso nel suo trasportino anche in nave, in treno e in aereo: in quest'ultimo mezzo, prenota il posto con molto anticipo se vuoi il tuo amico in cabina con te. Ogni compagnia ha le sue regole in merito al trasporto degli animali domestici: in nave, ad esempio, le compagnie ammettono i cani in alcune zone, precludendo l'accesso ad altre; in treno, per il cane può essere richiesta, oltre al guinzaglio, anche la museruola.

Per non incorrere in spiacevoli imprevisti, informati sui relativi regolamenti prima di prenotare. Buon viaggio!

 

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  Viaggiare con cane e gatto

Quando ci si sposta con il proprio amico a quattro zampe, nulla può essere lasciato al caso: esistono infatti aspetti molto importanti da valutare e organizzare affinché, qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, il viaggio possa risultare confortevole e gratificante per tutti. Per scongiurare imprevisti e disagi, in particolare, dovrai tenere in considerazione alcuni dettagli fondamentali, dall'aspetto normativo ai piccoli accorgimenti che consentono al tuo piccolo amico di viaggiare in comodità e sicurezza.

- AUTO

Il codice della strada prevede che, per ovvi motivi di sicurezza, gli animali domestici non possano circolare liberamente nell'abitacolo, né stazionare su uno dei sedili anteriori o in braccio al guidatore.

I gatti e i cani di piccola taglia dovranno viaggiare chiusi nel loro trasportino che, preferibilmente, va posto incastrandolo tra i sedili anteriori e i posteriori. Non lasciate il trasportino poggiato sui sedili perché, in caso di brusca frenata, andrà ad urtare violentemente con quello che si trova davanti con grave rischio per l’animale e per noi. Non bloccatelo inoltre con la cintura di sicurezza perché, sempre in caso di brusca frenata il trasportino si può rompere.

Per i cani di taglia media o grande, invece, esistono diverse possibilità. La gabbia omologata, da collocare nel vano bagagli, è sicuramente il sistema più sicuro; reti, divisori e cinture di sicurezza, invece, sono poco affidabili in caso di impatto ad alta velocità. Per un maggiore comfort sarà ideale porre sotto l'animale uno straccio morbido o una copertina; sul fondo del trasportino si potrà anche posizionare una traversina igienica, in modo da contenere le eventuali perdite di urina. Per evitare problemi gastrointestinali e disidratazione, è opportuno far viaggiare sempre il peloso a stomaco vuoto e farlo bere ad intervalli regolari. Durante l'estate, mai lasciarlo nell'auto in sosta, anche se con i finestrini abbassati: con le alte temperature, il colpo di calore è sempre in agguato.

 

- TRENO

Anche in treno, i gatti e i cani piccoli devono viaggiare nel loro trasportino; i cani di taglia media e grande pagano un sovrapprezzo sul biglietto (ad eccezione dei cani guida per non vedenti, che invece viaggiano gratis) e devono essere costantemente sorvegliati dal proprietario per evitare che arrechino disturbo agli altri viaggiatori. I documenti dell'animale (libretto delle vaccinazioni aggiornato, Certificato di Iscrizione all'Anagrafe Canina, Passaporto Europeo) dovranno essere esibiti al momento dell'acquisto del biglietto e sul treno.

 

- AEREO E NAVE

Ogni compagnia segue un regolamento proprio sul trasporto degli animali domestici, per cui è sempre opportuno informarsi in merito con un certo anticipo.

In linea generale, in aereo è consentito portare in cabina un solo animale, chiuso in un trasportino omologato; i cani guida per non vedenti possono viaggiare in cabina senza contenitore, ma con obbligo di guinzaglio e museruola. Poiché solitamente è consentito un solo animale in cabina per classe, conviene sempre prenotare con molto anticipo. Nei casi in cui il trasporto in cabina non sia consentito, il peloso viaggerà in una apposita sezione pressurizzata dell’aereo (non nel bagagliaio come viene spesso erroneamente detto), chiuso nel suo contenitore.

In nave, i cani devono sempre essere tenuti al guinzaglio, i gatti chiusi nel loro trasportino; potrebbero esser loro preclusi alcuni spazi comuni, come il bar o la sala ristorante.
Tanto in aereo quanto in nave, cani e gatti devono essere sempre accompagnati dalla loro documentazione aggiornata.

 

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  Viaggiare a Natale con cane e gatto

Il Natale è un momento splendido per viaggiare, soprattutto se hai un piccolo amico peloso a seguito. Affinché il viaggio sia confortevole e privo di fastidiosi imprevisti, però, è importante osservare poche regole semplici ma assolutamente imprescindibili che riguardano:

  • le vaccinazioni;
  • il mezzo di trasporto scelto;
  • i documenti.

Prima di partire, porta il tuo amico a quattro zampe dal veterinario per una visita di controllo: servirà ad accertare il suo stato di salute e a verificare che tutte le vaccinazioni siano in regola. In caso di viaggi, sia in Italia che all'estero, sarebbe meglio che  ogni animale domestico avesse effettuato tutte le profilassi di base e i relativi richiami, ovvero rinotracheite, calicivirosi e gastroenterite virale per il gatto e cimurro, leptospirosi, epatite e parvovirosi per il cane. In base alla vostra destinazione, il veterinario potrà poi decidere di aggiungere a questi vaccini di base altre profilassi: una delle più comuni, in questo senso, è l'antirabbica, obbligatoria  per  cani, gatti e furetti se si viaggia fuori dai confini Italiani, da eseguire minimo 30 giorni prima di partire.

Se il tuo piccolo amico è un soggetto delicato o irrequieto, il veterinario potrà prescriverti un trattamento per aiutarlo ad affrontare meglio la trasferta (come un farmaco contro l'ansia o contro il mal d'auto). Per quanto riguarda il mezzo di trasporto scelto, ogni caso ha regole proprie: informati quindi con la compagnia aerea, ferroviaria o di navigazione per conoscere la relativa normativa in materia di trasporto degli animali domestici.

Se hai optato per l'auto, il gatto dovrà viaggiare chiuso nel suo trasportino, mentre per i cani sono previste più opzioni: gabbia o trasportino da collocare sul sedile posteriore, cintura di sicurezza per cani e rete divisoria. Attrezzati con una buona scorta di acqua per far bere il tuo peloso ad intervalli regolari e prevedi alcune soste per permettergli di sgranchirsi e fare i suoi bisogni. Non farlo mai mangiare a poche ore di distanza dal viaggio: lo scombussolamento prodotto dal mezzo di trasporto potrebbe causargli vomito, diarrea e altri disturbi gastrici. Una o più copertine lo terranno al caldo per tutta la durata dello spostamento, evitando l'insorgenza di fastidiosi raffreddori. Tieni a portata di mano salviettine detergenti e traversine igieniche per le emergenze. Non dimenticare i documenti: sia per il cane che per il gatto, all'interno del territorio italiano può bastare il solo libretto delle vaccinazioni aggiornato, mentre all'estero sarà necessario anche il passaporto per animali domestici, da richiedere alla tua ASL di competenza.

 

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  rabbia cane - test rabbia cane

Nei carnivori domestici, la procedura per determinare gli anticorpi nei confronti del virus della Rabbia parte da un'analisi del sangue molto specifica. Il prelievo deve essere eseguito da un veterinario regolarmente iscritto all'Albo, che può appartenere ad una struttura ASL o esercitare come libero professionista. Per la titolazione serve un campione di sangue senza anticoagulante; preferibile il siero, in modo da evitare il decadimento dei globuli rossi (emolisi), in quantità non inferiore a 1,5 ml. Fino alla consegna, i campioni vanno conservati ad una temperatura massima di 4 C°; assolutamente da evitare la congelazione.

In fase di invio, al campione va allegata la necessaria documentazione composta da:

  • Un apposito modulo, della cui compilazione si occuperà il veterinario che ha effettuato il prelievo;
  • La ricevuta del pagamento di € 53,05, da eseguire tramite bollettino postale sul Conto Corrente n° 57317000 o a mezzo Bonifico Bancario con le seguenti coordinate: Unicredit - Banca di Roma Ag. Ciampino (RM) IBAN: IT44L0300239550000400001593. 

In alternativa, il pagamento può anche essere effettuato direttamente presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le Regioni Lazio e Toscana, in Via Appia Nuova 1411 00178 Roma. A questo stesso indirizzo vanno recapitati i campioni corredati dalla documentazione indicata. L'invio deve essere preavvisato tramite mail agli indirizzi di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L'Istituto risponde solitamente in un massimo di 19 giorni lavorativi dall'arrivo del campione al laboratorio. Si può decidere se ritirare l'esito direttamente in Istituto o attenderlo per posta o via fax (in questo caso va indicato il numero sul modulo di accettazione). A scelta, si può decidere se farlo spedire al proprietario dell'animale o al veterinario di competenza. Riportando i relativi dati (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale o partita iva) sul bollettino di conto corrente o sul bonifico bancario, oppure comunicandoli direttamente in caso di pagamento in Istituto, oppure ancora trasmettendoli tramite fax (06/79099464/303) o email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), è possibile richiedere la fattura, intestata al proprietario o al veterinario.

 

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  microchip cane

Da diversi anni, in Italia, il microchip per il cane è stato reso obbligatorio. Con una speciale disposizione legislativa, riconducibile all'Ordinanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 06.08.2008, qualsiasi cane residente in Italia deve avere il microchip e questo dev'essere inserito entro i 2 mesi di età.

Perché è così importante il microchip? Questo dispositivo è indispensabile per il riconoscimento dell'animale in relazione all'istituzione dell'anagrafe canina nel nostro Paese. Questa è un'istituzione attiva a livello regionale e è parte integrante del servizio sanitario nazionale che è stato istituito per combattere il randagismo.

L'anagrafe canina ASL è una vera e propria banca dati informatica, realizzata mediante il supporto del medico veterinario curante. Nella scheda informativa di ciascun animale devono essere inseriti tutti i dati dell'animale utili per il riconoscimento, quindi la razza, il colore e il sesso, nonché il numero univoco del microchip assegnato e/o quello del passaporto europeo, con relativa data di nascita. Oltre a questi, devono essere registrati anche i dati del proprietario dell'animale, quindi nome e cognome, indirizzo e codice fiscale; possono essere inseriti esclusivamente i dati dei soggetti maggiorenni, giacché i minori non sono in possesso della facoltà di agire secondo legge, che si acquisisce esclusivamente al raggiungimento del 18esimo anno di età.

Ovviamente, il dispositivo normativo impone anche un termine entro il quale il cane va dotato di microchip, ovvero entro il compimento del 60esimo giorno di vita. Questo implica che, nel caso in cui l'animale sia nato in un allevamento, l'obbligo di inserimento è dell'allevatore, che nel momento in cui cede l'animale al futuro proprietario è tenuto a effettuare un vero e proprio passaggio registrato. In tutti gli altri casi, quindi quando il cane viene acquisito (acquistato o ricevuto in dono) senza il microchip, oppure provenga dall'estero dove non vige quest'obbligo, il proprietario ha il dovere di effettuare la registrazione entro 10 giorni dal momento in cui l'animale entra nel suo possesso. La registrazione prima di qualsiasi forma di cessione è un punto fermo della legislazione, che purtroppo molto spesso non viene rispettato. Tuttavia, per i trasgressori sono previste delle sanzioni di una certa importanza, visto e considerato che in caso di irregolarità si può incorrere in una multa che varia tra 35 e 232 euro. I controlli possono essere effettuati dalla polizia sanitaria in qualsiasi momento e va ricordato che in Italia, l'inserimento del microchip per i cani, a prescindere dall'anagrafe canina, è obbligatorio a partire dal 5 novembre 2004, per renderne più agevole l'identificazione.

 

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  microchip gatto

A differenza di quanto previsto per il cane, l'inserimento del microchip non è obbligatorio per il gatto; lo diventa, però, in caso di viaggi all'estero. Per poter richiedere il passaporto europeo, infatti, questa procedura deve essere effettuata necessariamente.

L'utilità del microchip risiede nella sua capacità di rintracciare il gatto in caso di smarrimento: per questo, anche se non esiste alcun obbligo, il dispositivo viene solitamente consigliato ai proprietari di quei gatti che hanno la tendenza ad allontanarsi da casa. L'applicazione avviene tramite inoculazione ed è quindi una pratica medica strettamente professionale: assolutamente vietato il "fai da te", che potrebbe creare alla salute del gatto danni irreversibili. Solo un veterinario regolarmente iscritto all'Ordine, infatti, può effettuarla: oltre a possedere le necessarie competenze, infatti, è l'unica figura autorizzata in tal senso. Gli allevatori, ad esempio, non hanno l'autorizzazione all'inserimento del microchip.

L'intervento, che consiste in un'iniezione sottocutanea nella zona del collo, non è doloroso per il gatto e non provoca reazioni allergiche; la procedura non è gratuita, ma viene gestita come una qualsiasi prestazione a pagamento, e può avere costi variabili.

Ma cos'è, in effetti, il microchip? Si tratta di un dispositivo elettronico di identificazione: molto simile ad una capsula in vetro, ha le stesse dimensioni di un chicco di riso. In condizioni normali è totalmente inerte, ovvero non emette alcun impulso; si attiva solo quando viene sollecitato da un apposito lettore che si trova in possesso di Polizia Municipale, ASL e veterinari. Nel momento in cui si rende necessaria la ricerca del gatto, dal lettore parte un'interrogazione in grado di identificare il codice di 15 cifre del microchip.

La serie numerica che compone il codice è così suddivisa:

- Le prime tre cifre indicano il paese a cui il gatto appartiene;

- Le successive 12 cifre forniscono i dati identificativi del gatto e del suo proprietario. Per questo, ogni trasferimento di proprietà deve essere obbligatoriamente denunciato, in modo da procedere immediatamente alla modifica del codice. Chiunque, quindi, ritrovi un gatto che possa ritenersi smarrito o abbandonato può rivolgersi alle autorità competenti (la ASL, la Polizia Municipale o un veterinario): la lettura del microchip permetterà il riconoscimento del gatto presso la banca dati dell’Anagrafe Nazionale Felina, consentendo di avviare le procedure per riportarlo al suo proprietario.

 

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  viaggiare con il gatto

 

Se hai deciso di trascorrere la vacanza con il tuo gatto, preparati a vivere una bellissima esperienza: in questi giorni dell'anno, infatti, tu e il tuo amico peloso avrete finalmente la possibilità di dedicarvi interamente l'uno all'altro, condividendo ogni momento fra coccole, relax e giochi.

Ma attenzione: quando si viaggia con il gatto, infatti, occorre tener presenti alcuni importanti fattori inerenti la sua salute; bisogna inoltre attrezzarsi in modo da rendere la sua trasferta e il suo soggiorno quanto più confortevoli possibile. A queste necessità, poi, si aggiunge l'aspetto "burocratico" rappresentato dalla documentazione obbligatoria. Pianificare tutto con un po' di anticipo servirà a garantirvi in tal senso una vacanza tranquilla e rilassante.

Vediamo dunque quali sono i requisiti indispensabili per viaggiare con il gatto.

  • BAGAGLIO. Esattamente come te, il tuo piccolo amico richiede un "necessaire" completo per tutti i suoi bisogni, composto dai consueti oggetti di uso quotidiano e da prodotti "ad hoc" per il viaggio: vaschetta igienica, lettiera, pettine o spazzola, salviettine umidificate detergenti, shampoo, giochini, cuscino, copertina, ciotole, scorte del suo cibo preferito, antiparassitario, kit di pronto soccorso. Porta con te anche uno spruzzino per rinfrescare il suo pelo durante il trasporto.

  • DOCUMENTI. Per viaggiare entro i confini dell'Italia al tuo micio non sono richiesti particolari documenti, tuttavia viaggiando su mezzi pubblici (treni, aerei o navi) le singole compagnie possono richiedere il libretto delle vaccinazioni o un certificato di salute. Informatevi bene al momento della prenotazione.  Controlla comunque che il micio sia in regola con tutte le vaccinazioni: di solito basta la trivalente (rinotracheite, calicivirosi e gastroenterite virale) ma, se il gatto in vacanza potrà venire in contatto con altri mici è bene praticare anche la vaccinazione per la leucemia virale. Per quanto riguarda i  viaggi  all'estero, ma all’interno della Comunità Europea è necessario munirsi del passaporto per il gatto. Questo viene  rilasciato dalla tua ASL di competenza. Per ottenerlo il gatto deve essere munito di microchip e aver effettuato la vaccinazione antirabbica minimo 21 giorni prima della partenza. Inoltre massimo 6 giorni prima di partire il gatto va visitato e il veterinario di fiducia deve riportare sul passaporto un certificato di buona salute. Se la destinazione è al di fuori della Comunità Europea possono essere necessari, oltre alla vaccinazione antirabbica e al certificato di salute, altri documenti e/o vaccini. Vi consigliamo di contattare con buon anticipo il veterinario del vostro gatto o la ASL di competenza per avere le opportune informazioni

  • VISITA DAL VETERINARIO. Prima di partire, accertati che il tuo piccolo amico sia in buona salute e portalo in ambulatorio per una visita di controllo. Qualora lo ritenesse necessario, il veterinario potrà prescrivere al gatto un farmaco contro il mal d'auto, di mare o di treno.

  • TRASPORTINO. Qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, il gatto deve sempre viaggiare chiuso all'interno del suo trasportino: oltre a farlo sentire più protetto, questa misura garantisce un viaggio sicuro sotto tutti gli aspetti. Scegli un modello omologato e posizionalo in un luogo riparato dal sole: questo accorgimento è importantissimo soprattutto in macchina, dove il rischio di colpi di calore è sempre in agguato. In aereo, alcune compagnie consentono al micio di viaggiare in cabina, altre prevedono solo lo stivaggio: informati preventivamente con la tua compagnia di interesse. Stesso discorso riguarda le navi, i traghetti e i treni: ogni azienda segue in merito direttive differenti, ed è quindi importante leggere bene il regolamento prima di imbarcarsi.

 

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 viaggiare cane

 

Viaggiare con il tuo amico a quattro zampe è un'esperienza magnifica in grado di rinsaldare il legame che vi unisce e regalarvi momenti indimenticabili.

Allo stesso tempo, la vacanza con il cane comporta molte responsabilità e deve quindi essere affrontata con la giusta attenzione. Una volta scelta la destinazione, non sarà difficile trovare la formula più adatta ad ospitare te e il tuo amico: gli animali domestici, ormai, sono ammessi in tantissime strutture alberghiere, e sono diverse le spiagge attrezzate "a misura di cane". Per evitare qualsiasi tipo di disagio o imprevisto durante il viaggio, però, è molto importante organizzare bene la partenza, tenendo in considerazione tre aspetti fondamentali: il bagaglio, la profilassi e i documenti.

Esattamente come l'essere umano, anche il cane ha bisogno di un "necessaire" da viaggio: tra i preparativi, quindi, dovrai prevedere un piccolo bagaglio con alcuni giocattoli, la sua copertina preferita, cuscino, ciotole, guinzagli, shampoo, salviettine detergenti, kit di pronto soccorso, palettine e sacchetti per i bisogni, un leggero cappottino impermeabile, asciugamani e una buona scorta del suo cibo preferito.
Porta con te anche un'adeguata riserva d'acqua: servirà a farlo bere durante le tappe del viaggio e a rinfrescarlo per evitare i colpi di calore.

Qualche giorno prima di partire, porta il tuo amico dal veterinario per una visita di controllo e per tutti i consigli del caso: a seconda della destinazione e delle condizioni fisiche del tuo cane, il veterinario potrebbe prescrivere farmaci contro il mal d'auto o trattamenti antiparassitari specifici. Oltre a verificare se il tuo cane è in regola con le vaccinazioni  (cimurro, epatite infettiva, parvovirosi, leptospirosi), il veterinario valuterà la necessità di effettuare una o più vaccinazioni aggiuntive (come l'antirabbica, obbligatoria in diversi paesi esteri).

Nelle ore che precedono la partenza, ricorda di non somministrare alcun tipo di cibo: il tuo cane deve partire rigorosamente a stomaco vuoto, in modo da evitare l'insorgenza di disturbi gastrointestinali durante il viaggio. Se lo spostamento avviene in auto, cerca di prevedere tante soste per permettere al tuo piccolo peloso di bere, fare i suoi bisogni e sgranchirsi un po'. Non dimenticare i documenti: entro i confini del territorio italiano, il tuo cane deve viaggiare sempre con il libretto delle vaccinazioni aggiornato (per cani e gatti) e il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (solo per i cani), mentre all'estero vi verrà richiesto un apposito passaporto necessario per cani, gatti e furetti,  rilasciato dalla ASL e contenente informazioni dettagliate sull'animale e il suo proprietario.

 

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 vaccini per cani

 

Le vaccinazioni veterinarie rappresentano il metodo più efficace per combattere le principali patologie infettive del cane.
I vaccini per cani si dividono in “core” o “non core” . I primi sono quelli consigliati per tutti i cani e comprendono il vaccino per il cimurro, la gastroenterite emorragica (parvovirosi) e l’epatite virale canina. I vaccini “non core” sono diversi e si fanno o meno a seconda della situazione (tipo di vita del cane, area geografica ecc..).

Tra i “non core”  il più utilizzato è quello per la Leptospirosi, malattia trasmessa dalle urine dei topi e dei cani. La malattia è molto diffusa e generalmente viene consigliato in Italia a tutti i cani. Tra le altre vaccinazioni “non core” ricordiamo quella per la “tosse dei canili” (che può essere utile se il cane va spesso in pensione o centri di addestramento o frequenta molto gruppi di cani) e il vaccino per la Leishmaniosi (consigliabile per cani che vivono in zone endemiche, soprattutto se dormono all’aperto).

Un discorso a parte per il vaccino antirabbico. Si tratta dell’unico vaccino che può essere obbligatorio per legge (tutti gli altri non lo sono). In particolare è obbligatorio per tutti i cani che viaggiano all’estero. Per quelli che vivono in Italia in questo momento, non essendoci focolai attivi nel nostro paese, la vaccinazione è facoltativa (tuttavia al ripresentarsi di focolai di rabbia potrebbe tornare obbligatoria). Può tuttavia essere consigliabile per cani che si rechino sulle Alpi nord orientali (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli) per il rischio di incontrare volpi (o altri selvatici). La vaccinazione antirabbica è inoltre generalmente obbligatoria per i cani che si recano in esposizioni o raduni. 

Il vaccino trivalente (cimurro, epatite e parvovirosi)  si pratica per la prima volta intorno al  50 – 55 ° giorno di età (anche se esistono vaccini per la parvovirosi che, in situazioni particolarmente a rischio, si possono fare in cuccioli più piccoli) e si ripete per 3-4 volte con un intervallo di 3-4 settimane tra una somministrazione e l’altra. Il vaccino per la leptospirosi di solito si fa intorno alle 12 settimane con un richiamo dopo 3-4 settimane. Il vaccino trivalente si ripete poi dopo un anno e successivamente ogni 3 anni. Il vaccino per la leptospirosi si ripete invece ogni anno. 

Ricordiamo che la scelta del vaccino e la sua somministrazione è un atto medico e deve essere eseguita unicamente da un medico veterinario, dopo aver sottoposto il cane ad una visita clinica completa, utilizzando vaccini di qualità correttamente conservati (devono essere costantemente refrigerati sia durante il trasporto che lo stoccaggio). La scelta del tipo di vaccino, della somministrazione o meno di vaccini “non core” e della frequenza dei richiamo deve essere fatta esclusivamente  dal veterinario è può risultare diversa in base all'età del cane, allo stile di vita e alla frequenza delle diverse malattie infettive nella zona in cui vive il cane. Per questo non dobbiamo stupirci dell’esistenza di alcune differenze tra aree geografiche o anche tra cane e cane.

Una volta effettuata la vaccinazione il veterinario provvede a rilasciare un libretto dove riporterà il vaccino fatto, il numero di lotto, la data di somministrazione e la data del successivo richiamo. Il libretto deve essere correttamente compilato in tutte le sue parti. Ricordatevi sempre di portarlo con voi ad ogni visita e quando viaggiate per ogni evenienza (sapere se un vaccino è stato fatto o meno può essere di vitale importanza in caso di patologie).

 

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 vaccini per gatti - Ambulatorio Veterinario Aleandri Roma

 

La vaccinazione è una procedura veterinaria che serve a proteggere il tuo gatto dalle principali malattie infettive.
Con questa pratica, il sistema immunitario dell'animale viene stimolato alla produzione degli anticorpi necessari a difendere l'organismo da virus e batteri.

Affinchè possa espletare il compito nel modo migliore, però, l'iter vaccinale deve svolgersi con le modalità corrette e con le opportune tempistiche, e deve essere sempre eseguito dal proprio veterinario di fiducia. A seconda del caso il veterinario stabilirà se effettuare le sole vaccinazioni di base (o “core”) consigliate per tutti i soggetti o se includere anche i vaccini “non core” cioè da consigliare o meno a seconda delle situazioni.

Per vaccinazioni core nel gatto ci riferiamo alla cosi detta trivalente. Questa comprende, come ci dice il nome,  le vaccinazioni contro tre patologie: le infezioni respiratorie sostenute da  herpes virus e  calici virus e la gastroenterite virale (o panleucopenia o parvovirosi ) sostenuta dal parvovirus felino. Le prime sono causa di rinotracheite (infezione del naso e della trachea) e di congiuntiviti, la parvovirosi è una malattia sistemica molto grave che colpisce soprattutto il sistema digerente.

A questi vaccini si possono aggiungere, se il veterinario lo ritiene utile, quello per la clamidiosi e per la leucemia felina (FeLV).
La clamidiosi è provocata da un batterio che attacca gli occhi, i polmoni e il cavo orofaringeo; la leucemia felina, invece, è sostenuta da un retrovirus che può causare sia una malattia acuta, la leucemia virale, sia, nel tempo, favorire lo sviluppo di tumori del sistema linfatico.

Tutte queste patologie sono gravi, anche se in maniera variabile, e, oltre a dare malattie gravi e dolorose, possono portare alla morte. La vaccinazione rappresenta, in tal senso, il metodo di prevenzione più efficace e sicuro.

La vaccinazione antirabbica invece non si esegue di routine salvo in caso di focolai di rabbia (in questo momento non presenti in Italia) ma è obbligatoria in caso di viaggi all'estero. L’età ideale per la prima vaccinazione è intorno alle 6-8 settimane di vita a questa, di solito, segue un secondo richiamo dopo 3 o 4 settimane e in alcuni casi anche una terza sempre dopo 3-4 settimane. I successivi richiami avranno cadenza annuale.

Oggi esiste anche la possibilità di effettuare, invece del richiamo automatico ogni anno, un test del sangue (sempre a cadenza annuale) per valutare se la protezione dei vaccini è ancora attiva o meno. In questo modo, se i valori sono ancora alti, evitiamo di eseguire una vaccinazione inutile e rimandiamo all’anno dopo con un nuovo test. La durata della copertura infatti è variabile da gatto a gatto, minimo un anno, ma può arrivare anche a 2-3 anni. Richiamare il vaccino dopo un anno quindi può portarci a vaccinare gatti che non ne hanno bisogno, mentre ripeterlo ogni 2-3 anni può lasciare dei soggetti scoperti. Il test ci permette di vaccinare solo quando è necessario. La prassi prevede il rilascio di un libretto delle vaccinazioni, sul quale il veterinario annota ogni vaccino effettuato e le date dei successivi richiami. Questo libretto deve sempre accompagnare il gatto durante i viaggi e gli spostamenti.

 

Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

 

 vaccini per cani

 

Il vaccino rappresenta il passo fondamentale per assicurare ai tuoi piccoli amici pelosi una vita lunga e sana.
I piani vaccinali
, infatti, hanno la capacità di creare un' importante difesa immunitaria contro le principali malattie infettive; progettati ed eseguiti secondo le più avanzate ricerche in campo medico, si articolano in un certo numero di somministrazioni seguite poi da un richiamo annuale, offrendo la massima protezione con effetti collaterali lievi e transitori.

Il servizio vaccinazioni dell'ambulatorio veterinario Aleandri osserva in tal senso i più elevati standard qualitativi, effettuando ogni tipo di vaccinazione obbligatoria e facoltativa previa accurata anamnesi che consenta di stabilire i piani più adeguati in base alla zona di residenza e allo stile di vita dell'animale.

Per quanto riguarda i cani sono quattro, in particolare, i vaccini principali (detti anche "core"): cimurro, epatite infettiva, parvovirosi e leptospirosi. L'importanza di effettuare i piani vaccinali contro queste malattie è legata alla loro particolare perniciosità: si tratta infatti di patologie estremamente contagiose, caratterizzate da acute sofferenze e da un decorso rapido e mortale. La procedura obbligatoria prevede una prima vaccinazione dei cuccioli a 55 giorni con cimurro, epatite e parvovirosi; dopo 3 settimane il vaccino viene ripetuto con l’aggiunta della leptospirosi e poi, dopo altre 3 settimane, solo con la leptospirosi. Il richiamo della leptospirosi è annuale, mentre cimurro, parvovirosi ed epatite vengono ripetuti dopo un anno e poi ogni 3 anni.

A queste pratiche di base, il veterinario valuterà, caso per caso, l'opportunità di aggiungere i piani vaccinali contro la leishmania, la tosse dei canili o la rabbia. Il trattamento contro la tosse del canili, in particolare, è altamente consigliato a quei cani che frequentano luoghi a stretto contatto con altri cani, come le pensioni e i centri di addestramento; l'antirabbica è invece obbligatoria in caso di soggiorni all'estero.

Il vaccino contro la leishmania viene solitamente raccomandato ai cani di taglia media e grande che passano molte ore all'aperto, soprattutto di notte. Tuttavia, per una protezione davvero completa, questo vaccino deve essere associato ad alcune misure precauzionali, come l'applicazione di zanzariere alle finestre e l'utilizzo regolare di antiparassitari spot-on e repellenti ambientali; è inoltre necessario evitare di far dormire il cane all'aperto e, in generale, di lasciarlo fuori dopo il tramonto.

Per quanto riguarda i piani vaccinali del gatto, i veterinari dell'ambulatorio potranno decidere, a seconda dei casi, di eseguire la trivalente oppure la pentavalente. La trivalente, ovvero la procedura di base, è composta da tre vaccinazioni: gastroenterite virale (o panleucopenia), rinotracheite e calcivirosi. La pentavalente aggiunge a questi tre vaccini la clamidiosi e la leucemia felina. Esattamente come il cane, anche il gatto deve essere sottoposto all'antirabbica in caso di viaggi all'estero.

 

Ambulatorio Veterinario Aleandri a Roma

 

 radiografia veterinaria

 

La radiografia veterinaria rappresenta oggi un settore in continua espansione: una tecnologia sempre più evoluta consente infatti di ottenere esami di grande accuratezza e precisione in grado di supportare in modo ormai imprescindibile ogni tipo di esigenza diagnostica.

Nata negli ultimi anni dell'Ottocento in seguito alla scoperta dei raggi X da parte del fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen, la radiologia ha conosciuto una delle prime applicazioni su larga scala durante la prima guerra mondiale, quando Marie Curie la propose come mezzo di diagnosi per i soldati feriti. Fino alla seconda metà del XX secolo, la radiologia ha costituito l'unica tecnica esplorativa dell'interno del paziente; la successiva comparsa di altri metodi d'indagine non ha ne ha declassato il ruolo ma, al contrario, ha portato ad un continuo perfezionamento mirando ad ottenere immagini sempre più nitide e dettagliate con tempi di esposizione sempre più ridotti.

Oggi la radiologia resta una delle tecniche di diagnostica per immagini più utilizzate; la medicina veterinaria, in particolare, ne sta sfruttando il vasto potenziale per diagnosticare e curare un gran numero di patologie. La radiologia basa il suo funzionamento sull'emissione di un fascio di radiazioni ionizzanti che vengono generate da un apposito tubo radiogeno. Rispetto al passato, le moderne radiografie digitali permettono di ottenere risultati accurati con un minor tempo di esposizione ai raggi X, contrastando il rischio di tumori radioindotti e rendendo gli esami radiografici del cane e del gatto una procedura sempre più efficace e sicura. Per queste sue caratteristiche, la radiologia è in grado di supportare l'attuale pratica clinica veterinaria in un gran numero di settori.

La radiografia addominale, ad esempio, consente di trovare le cause di un'ostruzione intestinale, di segnalare la presenza di cancri al rene o alla vescica e di individuare eventuali formazioni tumorali nell'apparato gastrointestinale. La radiologia veterinaria si applica anche in caso di problematiche ortopediche quali fratture ossee, displasie e malformazioni del sistema scheletrico. In caso di traumi, malattie respiratorie e problemi cardiaci è possibile eseguire apposite radiografie al torace, di grande utilità per individuare tumori ed altre anomalie disfunzionali.

Presso l'ambulatorio veterinario Aleandri di Roma è possibile eseguire ogni tipo di radiografia del cane e radiografia del gatto; l'ausilio di apparecchiature digitali d'avanguardia consente di ottenere informazioni dettagliate e di grande precisione da un unico scatto, con il più alto margine di sicurezza per i tuoi piccoli amici.